giovedì 14 dicembre 2017

Complemento concessivo

Il complemento concessivo indica la persona, l’animale o la cosa o l’evento nonostante il quale/i quali si svolge l’azione espressa dal verbo.
Risponde alle domande: nonostante chi? Nonostante che cosa?
E’ introdotto dalla preposizioni semplice “con”, dalle preposizioni improprie “malgrado” “nonostante”, “contro” oppure dalle locuzioni prepositive “a dispetto di” ecc.
Esempi.
Nonostante i tuoi difetti ti accetto per come sei.
Contro ogni previsione ho superato l’esame.
Barbara è andata in palestra a dispetto della febbre.


lunedì 4 dicembre 2017

Complemento di paragone

Il complemento di paragone indica la persona, l’animale o la cosa che si confronta con un altro elemento grazie a un comparativo di maggioranza minoranza o uguaglianza. E’ chiamato anche secondo termine di paragone.

Il confronto può avvenire fra persone, animali, cose o qualità.

Risponde alle domande: più di chi? Più di che cosa? Meno di chi? Meno di che cosa? Come chi? Come che cosa? Quanto chi? Quanto che cosa?


Il complemento di paragone (o secondo termine di paragone) è introdotto dalla preposizione “di” con i comparativi di maggioranza o minoranza:

Claudio è più educato di Carlo
Marco è meno furbo del fratello

con l’avverbio “quanto” o la congiunzione “come” con il comparativo di uguaglianza:

Chiara è buona quanto la madre
Cinzia è studiosa come mia figlia

dalla congiunzione “che” quando il paragone avviene fra due aggettivi:

Ovidio è più bello che intelligente.

ATTENZIONE: con i comparativi (di maggioranza, minoranza e uguaglianza) si ha il complemento di paragone. Con i superlativi relativi, invece, troviamo il complemento partitivo:

Marco è il più bravo della sua classe.
Fabio è il più veloce della classe.